Sulla scia Independence Pillola

Sulla scia dell’Independence Pillola

Il libro incomincia con un prologo. Il diario di bordo di un veliero del 1770. La storia poi, si sposta ai giorni nostri.

Prologo

Oceano Indiano, 11 novembre 1772.

Sul ponte di comando il vento si fa sempre più forte. Gli uomini corrono in preda al panico per bloccare le merci e gestire le vele. Non ho bisogno di ordinare, ognuno sa cosa fare. Stiamo per essere investiti da una tempesta che ci darà filo da torcere. L’orizzonte ha spaventosi nuvoloni neri che sembrano correrci incontro. Tutti i boccaporti e gli oblò sono chiusi con cura, ma sarà dura lo stesso. Siamo vicini alle coste del Madagascar. Abbiamo qualche speranza di poterci riparare in qualche baia. Le onde sono sempre più alte e sembrano accanirsi contro di noi. L’Independence è una nave solida ma siamo carichi, forse troppo. Gli uomini stanno parlando di gettare il carico. Sarà la mia ultima scelta. Quello che trasportiamo ha un valore enorme. È importante per il cliente che lo ha ordinato. Ho investito molto in questa traversata e devo riuscire a realizzare il massimo possibile. Voglio arrivare in Europa, in un modo o nell’altro. Nella mia cabina indosso abiti più pesanti. Preparo una borsa con dentro un’arma e il diario di bordo. Se abbandoneremo la nave, saranno le uniche cose che potrò portare con me. Ritorno sovraccoperta e controllo che tutto proceda nel miglior modo possibile.

Non posso controllare la nostra rotta. La bussola sembra impazzita. Il cielo è coperto da nubi nere e dense e gli strumenti sono inutili. Il vento ulula e le onde ormai superano la nostra fiancata. Siamo nelle mani di Dio.

12 novembre 1772.

La tempesta è sempre più intensa. Abbiamo avvistato una baia riparata. Dobbiamo stare attenti ai fondali bassi e agli scogli. Sono le quattro del pomeriggio. Il cielo è nero, i lampi e i tuoni sono rari. La pioggia è fitta e il vento alza onde paurose da giorni. L’uomo di vedetta è esperto, ma niente può contro quel buio che rende ciechi.

«Gli scogli! Comandante! Gli scogli a dritta!»

Le sue urla disperate arrivano a malapena. Non riesco a vedere nulla. Viro con tutta la forza, ma è inutile. La fiancata della nave striscia contro rocce appuntite. Le onde alte ci spingono ancora con violenza tra quelle rocce.

Inutile cercare di controllare la nave. Urlare di chiudere le vele non serve a nulla. Alcune di esse sono stracciate e pendono dagli alberi. Non servono più a niente. Quelle che restano, sono incontrollabili, annodate e bloccate dalle corde che saettano come serpenti impazziti. Sono concentrato sul disastro che stiamo affrontando. L’urlo terrorizzato del ragazzo di coffa mi fa alzare lo sguardo. Lo schianto contro gli scogli lo ha sbalzato dal cestello. Lo vedo piombare sugli scogli e poi venire inghiottito dalle onde.

I miei libri li puoi trovare su Amazonsu Pav Edizioni e su Lulu

Maria Caterina Comino

Amo scrivere da sempre, ma pubblico dal 2011. Mi piace il genere noir. Mi piacciono i romanzi di avventura e le storie che parlano di animali. Amo sperimentare qualche genere nuovo, ma devo avere in testa la storia. Adoro fare ricerca per le ambientazioni e per qualche personaggio. Ho scoperto i lupi e gli orsi, domani potrei innamorarmi di qualche altro animale. Adesso il mio genere preferito, almeno per un paio di romanzi, è la stregoneria.